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Occhio e postura: disturbi visivi ed influenza sulla postura. Caso studio.

Occhio, vista e postura

Simona ha 39 anni ed è impiegata.

Si rivolge al nostro centro dopo aver letto un articolo relativo alle relazioni tra il sistema visivo e la postura, perché sta vivendo una situazione simile a quella del protagonista del racconto; dunque sta cercando di risolvere il suo problema.

I disturbi che la signora Simona avverte sono legati alla lettura che nel tempo è diventata particolarmente difficoltosa o meglio fastidiosa, tanto da non poter leggere più di dieci minuti senza avvertire nausea e una sensazione che lei definisce di stordimento generale. 

Qual è il collegamento fra postura e problemi di vista?

Mi racconta che, dal 2003, iniziano per lei una serie di problemi: difficoltà nella lettura in piccolo (vedi note dei libri), fastidio a tenere fisso lo sguardo su uno schermo, sia televisore che computer, la lettura comincia a diventare lenta e pesante e la capacità di concentrazione e di attenzione diminuiscono moltissimo. 

Con il passare del tempo la difficoltà nel leggere e i problemi di vista aumentano; quindi, dopo aver effettuato indagini di tipo oculistico, ortottico e neurologico, tutte con esito negativo, decide di verificare se il suo problema possa essere di origine posturale

Caso studio: raccolta dati iniziali

Attraverso la raccolta dati iniziale emerge che 5 anni prima, anno 1998, subisce un incidente d’auto in cui picchia violentemente il capo a causa di un tamponamento… il classico colpo di frusta con in aggiunta il trauma del cranio. 

Nello stesso anno, e successivamente al suddetto incidente, subisce una forte distorsione alla caviglia dx che le impedisce di camminare adeguatamente per circa 1 mese. 

Inizio del trattamento

Inizio il trattamento e la strategia mi porta nelle prime sedute ad indirizzarmi al trattamento dei muscoli paracervicali, dell’area cranica che aveva subito il colpo, e della caviglia dx; fortunatamente si palesano già i primi cambiamenti

Con il passare delle sedute, per l’esattezza 6, la signora Simona conferma un miglioramento del 70% dei sintomi, dichiarando di essere riuscita a leggere per circa venti minuti ed avvertendo pochissima nausea e sensazione di stordimento. Idem per PC e TV.

Tutti i sintomi però si presentano nuovamente, e in modo deciso, il giorno dopo che la paziente si reca dal dentista per un disturbo di carattere trafittivo al dente nº 17 (secondo molare dell’arcata superiore dx).  

Esito negativo sul dente ma il problema permane. 

Invito la paziente ad andare a verificare fino a che punto l’occlusione e il galvanismo dato dall’amalgama, presente sul medesimo dente, possano influire sul problema visivo della paziente e sui relativi sintomi, chiedendo un altro parere ad un dentista che si occupa nello specifico di odontoiatria/occlusione e postura. 

Durante la visita odontoiatrica, accade invece che, nel toccare una cicatrice data dall’estrazione di un altro molare avvenuta nel 1991, (dente nº 48, ovvero il molare del giudizio dell’arcata inferiore dx), compare immediatamente una fitta che “penetra” nell’occhio dx. 

Alla luce di questo dato, nelle sedute successive decido di trattare la vecchia cicatrice generata dall’intervento sul molare e tutta l’area circostante

Come già avvertito nella poltrona del dentista, il fenomeno si ripete e immediatamente la paziente avverte una sensazione di tensione che arriva fino all’occhio dx e, invitandola a non bloccare il respiro e a mantenere un delicato autoallungamento del collo in postura globalmente decompensata, la tensione avvolge tutto l’emiviso omolaterale.

Continuo a massaggiare per circa 2 minuti, al termine dei quali la paziente dice di sentire l’occhio dx molto più leggero e la visione luminosa e nitida. 

Si effettuano i test di lettura per confrontare il risultato con quello iniziale; la paziente rimane inizialmente stupita e poi, palesando gioia, afferma e dimostra che la difficoltà è totalmente scomparsa. 

Ovviamente abbiamo atteso la settimana successiva per non cadere banalmente in fenomeni temporanei o illusori.

L’interpretazione scientifica di tale fenomeno potrebbe coincidere con la presenza di aderenze cicatriziali che potrebbero aver influenzato negativamente le terminazioni del nervo alveolare inferiore, diramazione del nervo mandibolare, che nel ganglio del Gasser anastomizza con il nervo oftalmico.

Da un punto di vista prettamente posturologico, considerando la creazione di percorsi estremamente singolari delle tensioni che migrano lungo le catene neuro-miofasciali, in base agli accadimenti che si sono susseguiti nella storia della signora Simona, si evidenzia come il colpo di frusta e la distorsione alla caviglia possano aver contribuito ad aggravare il quadro sintomatologico della paziente, precedentemente generato dalle cause di carattere odontostomatognatico, il cui trattamento ha stabilizzato il risultato nel lungo termine, portando alla completa risoluzione del problema. 

Anche nel caso della signora Simona è stato seguito l’approccio Raggi Method® e del “Riequilibrio Posturale ad Approccio Globale” indagando le vecchie cause del passato (dimenticate dalla persona ma registrate nel corpo) per agire poi sulle aree responsabili dei problemi e dei dolori di oggi.

Questa metodica contempla l’utilizzo dell’attrezzo posturale Pancafit® (primo attrezzo al mondo, ideato dal Prof. D. Raggi, dispositivo medico), su cui si possono attuare le “Posture Decompensate”.

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Prof. Daniele Raggi

Laureato in Scienze Motorie e Fisioterapia con un Master in Posturologia dalla Sapienza di Roma, con orgoglio, detengo diplomi in Massofisioterapia e nel Metodo Mézières. Creatore di Pancafit® e del suo Metodo innovativo, condivido la mia passione come Docente di Posturologia presso l'Università Cattolica di Milano. La mia missione è trasmettere conoscenze e ispirare altri nel percorso verso un benessere fisico completo.

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