Roberto, 38 anni disegnatore pubblicitario con la passione per il sassofono, venne presso il nostro studio perché sofferente di un fastidioso mal di schiena, associato a rigidità del tratto lombare, che da più di 5 anni si manifestava nel momento in cui si sdraiava a letto.
Alcune volte, senza una regola precisa, il dolore si diffondeva all’inguine e alla gamba destra.
Il referto radiografco riportava: scoliosi lombare destro concava ad ampio raggio. Dalla raccolta dati emerse un’operazione di ernia inguinale destra quando era bambino, a 23 anni una caduta sull’osso sacro sciando e 10 anni un’incidente stradale nel quale fu investito da un auto senza però alcuna conseguenza.
Osservando la postura del signor Roberto non emergeva nessun elemento particolarmente significativo al di fuori di un leggero piattismo di entrambi i piedi.
Cominciammo il primo trattamento con un lavoro sulla zona del sacro e del coccige per verificare quanto i suoi disturbi potessero derivare dalla caduta con gli sci.
I risultati furono subito molto incoraggianti infatti Roberto partì per 2 settimane di vacanza in Grecia senza alcun dolore e con la sensazione di aver acquisito una postura più corretta.
Pensavamo di essere sulla buona strana e di aver trovato la causa del problema ma al rientro dalle ferie Roberto raccontò che appena arrivato a destinazione la notte stessa era ripreso il solito dolore; unica nota positiva era la scomparsa della rigidità del tratto lombare.
Poiché il trattamento aveva comunque dati dei segnali positivi proseguimmo con il lavoro sul sacro-coccige aggiungendo un massaggio sulla cicatrice dell’ernia inguinale, risultata positiva al test di reattività.
Infine, poiché Roberto lamentava da ormai molti anni problemi di irregolarità intestinale, dedicammo alcuni minuti al trattamento del muscolo psoas che per la sua posizione può risentire di questi disturbi e trasferire le sue tensioni alla zona lombare a cui è inserito.
Entrambi gli psoas risultarono molto tesi e contratti e quando facemmo rialzare Roberto per valutare le sensazioni egli disse che la schiena era molto più leggera.
Roberto, riflettendo sulla relazione tra intestino e mal di schiena, disse che da un po’ di tempo si era accorto che il latte alla mattina gli creava pesantezza e disturbi di pancia.
Decise quindi di provare per l’intera settimane a sospenderne l’utilizzo e consigliammo a questo punto di provare con tutti i latticini per capire se anche i derivati erano fonte di disagio.
Quando ci rivedemmo disse che la prova aveva dato risultati insperati: riduzione del 30-40% dei dolori lombari durante il sonno.
Per verificare che tutto non fosse frutto del caso, qualche giorno dopo provò a rimangiare del formaggio e quella notte stessa avvertì di nuovo il mal di schiena.
Proseguendo nelle settimane senza mangiare latticini poté constatare che il dolore lombare diminuiva sempre più unitamente ad un netto miglioramento, sia nella digestione, che nella funzione intestinale.
Grazie ad una ritrovata regolarità intestinale ed agli esercizi di riequilibrio posturale proposti per altre quattro sedute i dolori scomparvero e Roberto finalmente poté riprendere a godersi il meritato riposo di fine giornata e prepararsi all’avventura di futuro papà..